Alla scoperta di risorse nella diversità, con le favole illustrate di Enrico e Filippo Zoi

Oggi è una giornata diversa. Lo intuiamo dal tempo atmosferico, intanto: è il 5 maggio ma pare novembre, pioggia e freddo. Ma non lo sentiamo, oggi, questo freddo, avvicinandoci alla RSA Il Giglio, che ci accoglie con un nuovo, caloroso ingresso sul giardino, tanto verde attorno e una veranda con sedie e tavolini, pronti a ospitare i residenti nelle giornate di sole. Non lo sentiamo, il freddo, perché ci accoglie Bianca, che ci insegna con premura come entrare, e ci si para davanti una parete azzurro marino, sensazione di mare, di estate in arrivo. Azzurro marino quasi turchino, sapore di favole che ci attendono questa domenica, che arrivano non appena varcano la soglia Enrico Zoi, la moglie Raffaella e il figlio Filippo, desiderosi di condividere con noi il loro ultimo nato: la raccolta Favole per Irene (Sarnus).

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E dentro una favola ci siamo tutti oggi, con Maria che non tarda a commentare, felice,È già tanto una favola questa”. Lo stare assieme. Una favola nella favola, dunque, e non solo: una famiglia nella famiglia, come osserva Alessio: ”Abbiamo una famiglia, padre, madre e figlio, davanti alla famiglia della RSA”.

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E di famiglia si parla ancora, quando Enrico e Filippo raccontano come è nata l’idea di creare un libro assieme, padre e figlio: un viaggio indietro nel tempo quando, a metà anni ’90, Enrico ha scritto una serie di favole per la figlia Irene, allora piccina, vera“sanguisuga” di storie, desiderosa di ascoltarne all’infinito. Avendo esaurito la lettura delle fiabe classiche, Enrico ha pensato di scriverne di sue. Solo moltissimi anni dopo, però, verso il 2016, Enrico ha tirato fuori dal cassetto le favole, proponendo a Filippo di illustrarle. Perché Filippo ha un dono, un talento grande: disegna benissimo. Immagini essenziali e coloratissime in cui ci perdiamo, con gli occhi rivolti allo schermo, dove facciamo amicizia con Francesca nel Presepe e lo Zampacchione Giallo.

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Filippo ci descrive con cura le sue fasi personali nell’illustrazione a fumetti: prima crea le vignette, che numera accuratamente, poi le colora, ne ripassa i contorni, e ne scrive le didascalie. Non resta poi che stamparle e farne un librino. Come il fumetto sulle streghe, che parte dalla maestra strega (“che mi faceva mangiare la banana”, ricorda Filippo) per arrivare alla strega in discoteca.

Francesca nel Presepe

Ne ha da vendere, Filippo, di simpatia – e fantasia. E con la fantasia ci fa volare via, quando ci legge la storia di Francesca che si ritrova in cielo a fare amicizia con le stelle. Stelle siamo anche noi, brilliamo di emozioni, specie quando Enrico interviene con un pensiero importante: l’intento del libro, il lavoro condiviso tra un padre e un figlio che ha una neuro-diversità, quella dello spettro autistico, è di dimostrare che da un problema – una cosiddetta “diversità” – può nascere una risorsa, come lo sono le illustrazioni di Filippo. “Non ci si deve chiudere o avere paura di affrontare problematiche, ma trasformarle”, continua Enrico. Ha in mente una citazione: “Non c’è soluzione perché non c’è alcun problema” (Marcel Duchamp insegna). “È un po’ quel che avviene anche qui dentro”, conviene Alessio, riferendosi ai laboratori di teatro che coinvolgono i residenti “diversamente sani” de Il Giglio, rendendoli attori protagonisti, “facendo teatro e cultura in una RSA, si dimostra che in realtà si possono fare ovunque”.

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Raffaella conclude ricordando che i ricavati delle vendite andranno a sostenere i progetti di integrazione sociale e lavorativa di Asa, Associazione Sindromi Autistiche. La scena finale è lasciata alla voce di Alessio, che, con enfasi da attore, ci trascina dentro il Castello della Strega Buggerona, dove incontriamo Cecilia a caccia del suo “vero desiderio”. E il nostro “vero desiderio”, oggi, è di restare il più a lungo possibile nella “diversità” – che ha così tante cose belle da darci (e insegnarci).

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E un’altra domenica diversa – anzi, di versi – ci attende il 16 Giugno con la poetessa Chiara Rantini, che ci presenterà la sua raccolta “Un paradiso per Icaro” (Edizioni Ensemble).

Continua intanto, presso gli spazi de Il Giglio, il Laboratorio teatrale “Sogno di una notte di mezza estate”, ogni giovedì dalle 15.30 alle 17.30, a cura di Francesco Ferrieri e Alessio Martinoli.

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