Domenica d’infanzie e paradisi ritrovati, assieme alla poesia di Chiara Rantini

Chiara ti guarda, e sembra una bambina. Tenerissima. La donna con cui beviamo un caffè prima di entrare alla RSA “Il Giglio” infonde dolcezza dagli occhi luminosi, dal sorriso aperto, dai vestiti colorati (“D’estate mi vesto sempre colorata”). Chiara l’infanzia l’ha superata da un po’, ma mantiene una nota rosa nella voce (quella che probabilmente usa coi bambini al nido, nel suo ruolo di educatrice), la serietà buona dei bambini quando ti spiegano un gioco. Il gioco che ci porta oggi Chiara in RSA si fa con le parole, che lei padroneggia con maestria (“Ho una laurea in Lettere”), grazia ed equilibrio, parole di poesia e di prosa. E si parte dalla poesia, che ci riporta al mondo-bambino di Chiara: “Sono poesie dedicate a mio nonno ligure che, rimasto orfano a 7 anni, e con una famiglia povera alle spalle, è stato mandato a vivere in un istituto a Firenze”. Poesie dell’infanzia di Chiara, dunque: “Un periodo bello, di cui ho bei ricordi, che, assieme al lavoro che faccio, mi fanno restare sempre bambina”. Interviene una voce dal coro, è Viviana a condividere che anche lei faceva lo stesso lavoro. E questo mondo-bambino lo ritroviamo subito quando Chiara legge: credo / di parlare ancora come una bambina, quando ci ricorda che L’idea di una spontaneità infantile / giocosa e severa / sta nelle pieghe / di un abito estivo, o quando canta il desiderio di essere coccolata come nel suo letto di bambina: come una coperta di seta / scendeva su di noi la notte, / i volti rivolti a oriente / le mani in un nodo d’amore.

E Chiara ci confida di essere molto legata ai luoghi della sua infanzia, la Liguria del nonno, che sapeva di terra aspra e scogli (“Mi fa strano la sabbia, io il mare lo associo agli scogli!”). Terra che può sembrarci improduttiva, ci spiega Chiara, ma di cui nessuno tra le colline / ancora sa della forza / che vive in te, ma io so che / tu sei terra / sei amore / di fuoco, un po’ come noi esseri umani che abbiamo dentro tante cose. Come quel che porta dentro Chiara: il dono della poesia, che nei suoi versi definisce parole alate / in folle volo, / su per i monti / negli abissi del mare.

E dalle altezze dei monti e gli abissi del mare, ci ritroviamo d’un tratto nel mondo del mito, quando Chiara ci spiega il titolo della raccolta, Un paradiso per Icaro: “Mia figlia da piccina era appassionata di mitologia, per cui le ho preso vari libri, che finivo per leggere anch’io. In particolare mi ha sempre affascinato la figura di Icaro, e un po’ mi dispiaceva per lui, per la fine che aveva fatto per essersi avvicinato troppo al sole… così ho deciso di dargli ‘un paradiso poetico’”. E ci sentiamo anche noi, oggi, in paradiso, assieme al pubblico esterno e ai padroni di casa della RSA. Un paradiso di versi ed emozioni che Chiara ci ha saputo regalare in una giornata di sole caldo, a cui ci siamo avvicinati tutti – Icaro compreso – senza farci male.

E continua  presso gli spazi de “Il Giglio”, il Laboratorio teatrale “Sogno di una notte di mezza estate”, ogni giovedì dalle 15.30 alle 17.30, a cura di Francesco Ferrieri e Alessio Martinoli, che vedrà il suo debutto nelle seguenti date:

Sabato 6 Luglio / Lunedì 8 Luglio– Sogno di una notte di mezza estate – RSA “Il Giglio” Sabato ore 16 / e Lunedì ore 10
Domenica 7 Luglio – Sogno di una notte di mezza estate – Estate a San Salvi ore 18
Chille de la Balanza / Estate Fiorentina

V.

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