23 Marzo: ALBERTO BROGI / DUCCIO RAFFAELLI “Spettacolo folle” al Caffè degli Artigiani

Secondo l’autore del libro “Il Sublime”, lo Pseudo-Longino, scrittore tardo antico influenzato dalla scolastica bizantina, la Follia è lo stato naturale della coscienza, mediato da un “uscire di sé”, un uscire fuori da sé di origine dionisiaca. Infatti, cosa non erano le feste dagli albori dell’umanità, se non l’occasione di spezzare la monotonia quotidiana? Ecco quindi i giochi dell’uomo paleolitico, ecco la cetra e il flauto di Pan a accompagnare una gestualità muta, proprio per il divieto di usare la parola, veicolo di comunicazione odierno e quindi inutile all’espressione di sè di fuori di sé. Quindi, il matto quando c’è, e c’è di spesso nelle famiglie, ha una funzione opposta a quello del Capro Espiatorio, ma anzi concentra su di sé la positività e la voglia di diverso, di insolito, in una funzione trascendente, la liberazione delle forze oscure dell’incoscio, l’accettazione dell’altro, del folle, dello psicopatico, del malato grave, del tarato mentale irrecuperabile e perciò tanto più tangente a una psicomotricità incapace e ineluttabilmente lacerata.

In sostanza, uno sguardo verso l’abisso che abbiamo in noi, che risiede in chiunque, per motivi oggettivi legati alla ontologia dell’essere vivente che in quanto tale, non può – e non deve – rassegnarsi alla sua condizione di organismo limitato e oggettivamente cronometrabile, di isolato, nel proprio destino di separato in casa con il proprio corpo, fragilmente – come ben osservava Lucrezio nel suo splendido Rerum Naturalis.

Dal “Trattato Sulla Follia” di Bernard-Jung Freudrich, Berna, 1920

Inizio spettacolo ore 21.30 Caffè degli Artigiani (Via dello Sprone 16 rosso, Firenze) / INGRESSO GRATUITO (prenotazione consigliata 055291882)

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